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..:: LA STORIA DELL'OLIO IBLEO ::..

 
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Olio Ibleo
L'olio DOP "Monti Iblei", dal caratteristico sapore. Storia dell'olio ibleo a cura di Rosario Acquaviva e Antonino Uccello

 

 

 

 

Origini funzioni ed usi

Nel panorama mitologico e leggendario delle civiltà mediterranee, l'olivo trova diversi riscontri in merito all'origine e alle sue qualità. Era particolarmente caro ad Atena e veniva conservato gelosamente nell'Acropoli. Da un seme di olivo raccolto da Ercole ai confini del mondo, nacque il bosco sacro a Zeus, dalle cui fronde venivano intrecciate le corone per i vincitori dei giochi olimpici. La colomba mandata da Noè dall'arca per sapere se le acque del Diluvio Universale si stavano ritirando, ritorna portando un ramoscello d'olivo. La leggenda attribuisce la sua propagazione ad Aristeo. Questo dio-pastore viaggiò moltissimo e fu anche in Sardegna e in Sicilia, dove era particolarmente venerato dai raccoglitori d'olive. Gli antichi vedevano in lui l'inventore dell'olio e dei torchi.

Lo troviamo citato ne Vecchio e nel Nuovo testamento, in Virgilio, Omero e in tanti altri scrittori d'ogni tempo.

L'olivo coltivato (la pianta che i greci chiamavano attiqua e i romani olea) deriva dall'olivo selvatico (l'oleaster dei romani, da cui il termine di olivastro passato nel vocabolario botanico moderno). La trasformazione dell'olivo selvatico a pianta coltivata (olea europea) sembra sia dovuta ai popoli dell'angolo Sud-Est del Mediterraneo, e i modo particolare ai Siriani. La coltivazione dell'olivo ben presto poi passò dall'Asia minore alle isole dell'Arcipelago fin ad arrivare in Grecia. Infatti, dai greci, o forse, prima ancora di essi, dai navigatori fenici, la coltura dell'olivo fu trasmessa nel bacino orientale del Mediterraneo. "Fenestella, citato da Plinio, sosteneva che prima dell'epoca di Tarquinio il vecchio (580 a.C.) né l'Italia (vale a dire il Latium), né la Spagna, né l'Africa (vale a dire l'attuale Tunisia) lo conoscevano ancora. Esso fu introdotto a Roma, a quanto pare, dai greci della Campania; le parole latine olea, oleum, e la maggior parte dei termini tecnici relativi alle diverse specie di olive e ai processi di fabbricazione dell'olio derivano direttamente dal greco". In Italia, nel giro di pochi secoli, l'olivocoltura fece passi da gigante, tanto che nel I° sec. a.C. Roma esportava olio nelle province. Sotto l'impero romano l'olivo era ormai presente in tutto il mediterraneo.

L'olivo e l'olio estratto dal frutto di questa pianta, hanno assunto nel tempo diverse funzioni ed usi. Per i Greci l'olivo era un emblema di fecondità e di purificazione; infatti, a volte i cadaveri venivano ricoperti con le sue foglie. Gli ateniesi lo consideravano come un albero nazionale. Per i Greci l'olivo era soprattutto un simbolo di pace e di vittoria. Una simbologia che è continuata a vivere nel cristianesimo. I Greci e i Romani facevano grande consumo di olio di oliva. Oltre che per l'alimentazione e l'illuminazione, essi se ne servivano per la cura del corpo. Gli eroi di Omero, dopo il bagno, si ungevano il corpo con l'olio di oliva. Gli atleti romani, riprendendo un costume presente nei Greci, prima delle gare si cospargevano il corpo d'olio. Le lampade ad olio furono inventate probabilmente dagli Egiziani. I Fenici hanno fatto conoscere ai Greci le lampade di argilla e di bronzo, e i coloni greci dell'Italia meridionale in seguito ne hanno rivelato l'uso ai Romani. L'olio veniva anche utilizzato per la fabbricazione di alcuni tessuti di lino, al fine di renderli più morbidi ed assicurarne la durata nel tempo, e in alcune cerimonie religiose (i Romani lo usavano in occasione dei matrimoni per ungere gli stipiti delle porte). Questa funzione sacrale è continuata poi nella religione cristiana con il suo impiego nella impartizione di alcuni sacramenti, nell'ordinazione sacerdotale e nella consacrazione delle chiese. Nella cultura popolare tale sacralità arriva a mutarsi in superstizione e presagio di sventure nel momento in cui per motivi vari, non certo dipendenti dalla persona, esso viene a cadere.

 


La storia dell'Olio Ibleo

Rosario Acquaviva - Palmenti e frantoi in Sicilia (in particolare nell'area dei Monti Iblei) - ZangaraStampa Editrice
L'olivo nell'antichità
tratto da:
"Palmenti e frantoi in Sicilia"
(Rosario Acquaviva)

Origini funzioni ed usi

Olivocoltura

La raccolta

Dal canalis-solea alla "fonda"

La torchiatura

Il lavoro nel frantoio


 

Antonino Uccello - Il torchio per le ulive nella Casa-museo di Palazzolo Acreide
Il torchio per le ulive
nella Casa-museo
di Palazzolo Acreide
(Antonino Uccello)
tratto da:
La cultura materiale in Sicilia
Atti del I congresso internazionale
di studi antropologici siciliani
Palermo, 12-15 Gennaio 1978

Leggi
 

 

Il frantoio:
dall'olio al sapone
tratto da:
Folclore siciliano
nella Casa-museo di
Palazzolo Acreide
(Antonino Uccello)

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LINKS UTILI

 

Monti Iblei - Consorzio di tutela dell'olio extravergine d'oliva
Il Consorzio di Tutela dell'Olio Extra Vergine d'oliva "Dop Monti Iblei" è nato nel luglio del 2000 per svolgere una fondamentale funzione di tutela di uno dei prodotti più tipici e caratteristici dell'agricoltura siciliana


Associazione Nazionale Città dell'Olio
Oltre 200 comuni italiani uniti nella salvaguardia dell'Olio Extravergine d'Oliva
Frantoi on line
Portale informativo dei frantoi oleari italiani.
AIAB - Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica
L’AIAB è un’Associazione culturale che ha lo scopo di promuovere l’agricoltura biologica, l’ecosviluppo rurale e l’alimentazione naturale
OliveOil.org
Organizzazione nazionale assaggiatori olio di oliva
Guida Olio
Il riferimento italiano per l'olio d'oliva

 

     
     
 

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